-
La più antica prova di uso psicoattivo della cannabis in Siberia
-
Truffa ai danni degli anziani a Stade: falsi poliziotti e banchieri rubano oro e dati
-
Ita Airways: intesa su 180 esuberi volontari
-
Decreto carburanti: misure su accise, bollo e fondi
-
Decreto Bollette: rinvio approvazione tetto gas
-
Mediobanca: utile netto a nove mesi supera il miliardo
-
Italia tra i Paesi più circolari, ma cresce il costo dei rifiuti
Uber Eats pagherà in Spagna 110 milioni di euro di contributi per 60mila riders
La piattaforma ha accettato di chiudere un contezioso con l'ispettorato del lavoro
La piattaforma Uber Eats ha accettato di versare circa 110 milioni di euro per chiudere un contenzioso con l'Ispettorato del lavoro spagnolo sui contributi non pagati a circa 60mila rider. La somma riguarda i mancati versamenti alla previdenza sociale tra il 2022 e il 2025 per lavoratori formalmente autonomi ma considerati di fatto dipendenti, in base alla normativa spagnola sui rider, varata nel 2021. L'azienda ha riconosciuto il debito in un documento inviato alle autorità, nel tentativo di chiudere l'indagine aperta sul modello occupazionale adottato negli ultimi anni. Il caso si inserisce nell'applicazione della cosiddetta "legge rider", che obbliga le piattaforme a inquadrare i fattorini come lavoratori subordinati. Già a inizio 2026 Uber Eats aveva annunciato l'abbandono del sistema basato su collaboratori cosidetti 'falsi autonomi', dichiarando di voler rispettare pienamente la legge. La vicenda segue le pressioni del ministero del Lavoro, guidato dalla vicepremier Yolanda Diaz, che non aveva escluso azioni penali, già avviate in Spagna contro altre società del settore come Glovo. Il caso rappresenta un importante passaggio nel dibattito europeo sui diritti dei lavoratori della gig economy, che potrebbe avere riflessi anche in altri Paese Ue, fra cui l'Italia.
N.Esteves--PC