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Red Bull Ivy 2026, il gran finale incorona i vincitori sulla parete di Buccinasco
Dopo 4 tappe tra Monza, Milano, Bergamo e Torino, la gara di arrampicata all'ultimo atto
Non è stata solo una gara. È stato un viaggio verticale costruito hold dopo hold, in cui atleti e community hanno condiviso sfide, progressi e un'energia crescente tappa dopo tappa. Dai qualifier di Big Walls, Rockspot, Orobia e C.A.T, Red Bull Ivy ha confermato la sua identità: un format accessibile ma altamente competitivo, dove tecnica e gioco di squadra si incontrano. Alla Solid Climbing Club di Buccinasco, la finale ha alzato il livello. Pubblico vicino alla parete, occhi puntati sui passaggi chiave, tensione in crescita run dopo run. In gara, i migliori 15 team emersi dalle qualificazioni: stessi blocchi, nuove pressioni, margini ridotti al minimo. Il format è quello che ha definito da Red Bull Ivy a partire dai qualifier. Al centro squadre composte da due atleti che competono in un'unica classifica senza alcuna distinzione: team maschili, femminili e misti partono tutti dalla stessa linea, condividendo la stessa sfida. Ci sono però due vie, due approcci diversi che richiedono una strategia comune. Da una parte, una via tutta giocata sulla velocità (6a): il cronometro scorre, il buzzer segna la fine e ogni secondo diventa decisivo. Dall'altra una via che richiede tecnica e controllo assoluto (7a), dove gli atleti devono avanzare con precisione millimetrica evitando un fascio luminoso in movimento, centimetro dopo centimetro. Il punto di svolta arriva in cima dove il buzzer posizionato al termine del percorso giocato sulla velocità (6a) non segna solo il tempo, ma libera il compagno disattivando il fascio sulla seconda via (7a). Sincronia perfetta o errore fatale. Ogni run diventa così un equilibrio tra ritmo, precisione e lettura del compagno. Finale serrata, distacchi minimi, tutto deciso sul filo dei secondi. A conquistare il titolo di Red Bull Ivy 2026 è il team No tengo compañero (tempo 12.533) formato da Jhoe Esteban Vera Mediavilla e Andrea Bortolotto, che chiude davanti al team Ciavelli composto da Tommaso Pansini e Gaby Borra (tempo 13.478). Completa il podio il team Strizza-tori (tempo 14.825) con Lorenzo Baldon e Filippo D'Ambrosio, autori di una prova solida e costante. "È stato tutto veloce e caotico, siamo diventati un team quasi per caso ma ha funzionato in modo incredibile. Una finale da brividi, decisa tra dubbi e istinto, dove abbiamo dato tutto spinti dalla passione e dall'energia condivisa fino all'ultimo movimento", affermano i NoTengo Compañero, la coppia vincitrice del Red Bull Ivy 2026. Ad impreziosire la finale, la presenza e la partecipazione della campionessa italiana di arrampicata e atleta Red Bull Bea Colli nel team Quei bagai del lagh: "Red Bull Ivy dimostra quanto l'arrampicata stia evolvendo: non è più solo performance individuale, ma anche connessione, strategia e fiducia reciproca. Il format è davvero interessante perché unisce velocità e precisione in modo unico e la componente di squadra cambia completamente l'approccio! Allo stesso tempo, quello che colpisce è l'energia che si crea: si percepisce tensione a ogni run, ma anche tanta voglia di mettersi alla prova e condividere la stessa passione. È questo equilibrio tra competizione vera e spirito di community che rende eventi come questo così importanti per la crescita del nostro sport."
P.Sousa--PC
