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Trovato il colpevole che ha ucciso 6 miliardi di stelle marine
Il responsabile dell'epidemia è un batterio
È stato finalmente trovato il colpevole dell'epidemia che in oltre 10 anni ha ucciso un numero stimato di quasi 6 miliardi di stelle marine, considerata la più grande epidemia marina mai documentata in natura: il responsabile è un batterio, per la precisione un ceppo della specie Vibrio pectenicida. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution e guidata dai canadesi Hakai Institute e Università della British Columbia, è arrivata grazie a un lavoro internazionale durato 4 anni e si tratta di un passo avanti fondamentale per poter salvare le stelle marine e gli ecosistemi colpiti dalla loro perdita. La cosiddetta 'malattia debilitante delle stelle marine' si manifesta inizialmente con delle lesioni esterne e, nel giro di due settimane, uccide gli animali colpiti 'sciogliendone' i tessuti e facendogli perdere le braccia. Tra le specie più colpite ci sono le stelle marine girasole, capaci di sviluppare 24 braccia e di crescere fino alle dimensioni di una ruota di bicicletta, delle quali è stato spazzato via oltre il 90%. "Quando si perdono miliardi di stelle marine, ciò cambia davvero le dinamiche ecologiche", dice Melanie Prentice di Hakai Institute e Ubc, prima autrice dello studio. "In assenza di stelle girasole, le popolazioni di ricci di mare aumentano, il che significa la perdita delle foreste di alghe, con ampie implicazioni per tutte le altre specie marine e per gli esseri umani che dipendono da esse. Quindi la perdita di una stella marina - conclude Prentice - va ben oltre la perdita di quella singola specie". Finora è stato difficile identificare la causa della malattia poiché le stelle marine rispondono ad altri fattori di stress e ad altre patologie con sintomi che possono essere simili. I ricercatori hanno dovuto, dunque, passare in rassegna molti possibili responsabili, inclusi diversi virus, fino a che il fluido che circola nelle stelle marine malate non ha portato all'identificazione del batterio.
N.Esteves--PC