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L'asteroide Bennu è una capsula del tempo,racconta la sua storia
Nei suoi frammenti tracce delle origini e delle trasformazioni
L'asteroide Bennu è come una capsula del tempo, che conserva una storia vecchia di miliardi di anni: i suoi frammenti, portati sulla Terra nel 2023 dalla missione della Nasa Osiris Rex, raccontano infatti la sua origine a partire da materiali che provengono anche dall'esterno del Sistema Solare, e le trasformazioni subite nel corso del tempo a causa del contatto con l'acqua e con l'ambiente spaziale. E' quanto emerge dall'analisi dei campioni, i cui risultati sono descritti in tre studi pubblicati sulle riviste Nature Astronomy e Nature Geoscience, e che è stata condotta dall'Università dell'Arizona, dal Johnson Space Center della Nasa e dall'americana Purdue University. Nel gennaio 2025 Bennu era già stato protagonista di altri due studi pubblicati su Nature e Nature Astronomy, che hanno rivelato la presenza di 'mattoni della vita' come 14 dei 20 amminoacidi presenti sulla Terra e tutte e cinque le lettere dell'alfabeto che compone Dna e Rna. Stavolta, i ricercatori hanno trovato importanti indizi sulla nascita di questo asteroide, che deriva da un asteroide più grande formato oltre 4 miliardi di anni fa e che si è poi frantumato in seguito a una collisione, probabilmente avvenuta tra le orbite di Marte e Giove. Gli autori degli studi hanno anche scoperto che Bennu è ricco di polveri di stelle, vale a dire di composti che esistevano già prima che si formasse il Sistema Solare, e che la maggior parte dei materiali si sono formati, dissolti e riformati diverse volte nel tempo a causa dell'interazione con l'acqua. Molti frammenti, inoltre, mostrano anche la presenza di crateri microscopici e di minuscole macchie dovute alla passata fusione delle rocce: segni che l'asteroide è stato estesamente colpito da micrometeoriti. "È davvero emozionante poter finalmente dire queste cose su un asteroide che sognavamo di raggiungere da tanto tempo - afferma Jessica Barnes dell'Università dell'Arizona, tra i coordinatori delle ricerche - e dal quale alla fine siamo riusciti a riportare campioni sulla Terra".
M.Carneiro--PC