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Un movimento di magma la causa delle scosse a Santorini nel 2025
Oltre 28mila, verso un vulcano sottomarino
A scatenare la lunga serie di terremoti, oltre 28mila scosse, registrata a Santorini in Grecia nei primi mesi del 2025 è stato il movimento sotterraneo del magma tra il vulcano di Santorini e il vulcano sottomarino di Kolumbo, a 8 chilometri di distanza. A scoprirlo usando sia dati satellitari che presi sul terreno, ed elaborati grazie all'Intelligenza Artificiale, è stato lo studio pubblicato su Nature e guidato dai tedeschi Marius Isken, del Centro Helmholtz per le Geoscienze, e da Jens Karstens, del Centro Helmholtz per la Ricerca oceanica, e la partecipazione dell'italiana Eleonora Rivalta, dell'Università di Bologna. Noto per essere uno dei vulcani più pericolosi al mondo, protagonista di un grave terremoto di magnitudo 7,4 nel 1956 seguito da uno tsunami e più lontano nel tempo di un'eruzione che sconvolse probabilmente l'intero Mediterraneo, Santorini è stata al centro delle cronache nei primi mesi del 2025 per una lunga preoccupante serie di scosse, oltre 28.000 di cui le maggiori hanno raggiunto magnitudo superiori a 5.0. Il nuovo studio ha ora permesso di ricostruire l'intera catena degli eventi che sarebbe stata innescata da una risalita di magma in una camera magmatica poco profonda sotto Santorini. Secondo gli autori all'inizio di gennaio 2025, l'attività sismica si è intensificata e, dalla fine di gennaio, il magma ha iniziato a risalire dalle profondità, accompagnato da un'intensa attività sismica che si è gradualmente spostata verso il vulcano sottomarino Kolumbo. "L'attività sismica - ha detto Isken - era tipica della risalita del magma attraverso la crosta terrestre, con il magma che migrando rompe la roccia e forma percorsi, causando così un'intensa attività sismica. La nostra analisi ci ha permesso di tracciare il percorso e la dinamica della risalita del magma con un elevato grado di precisione". Una ricostruzione resa possibile a un'innovativa tecnica di elaborazione dei dati satellitari e le reti di rilevatori posti a terra e sul fondale marino che grazie all'IA hanno portato alla ricostruzione di una mappa dettagliatissima delle decine di migliaia di scosse. I dati hanno così messo in luce lo stretto legame tra i due vulcani che condividerebbero la stessa camera magmatica, fenomeno finora osservato in pochissimi casi, e che potrebbe aiutare a prevedere meglio altre possibili future eruzioni.
E.Raimundo--PC