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Le isole oceaniche sono antichi frammenti di continenti
Si staccano a grandi profondità e alimentano vulcani nell'oceano
Molte isole oceaniche sono in realtà costituite da antichi frammenti di continenti, che si sono staccati lentamente a grandi profondità e sono poi stati trascinati nel mantello anche per 1.000 chilometri, fornendo infine il materiale che alimenta i vulcani oceanici per decine di milioni di anni. Lo afferma lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, guidato da Università britannica di Southampton e Centro tedesco per le geoscienze Gfz Helmholtz di Potsdam. La ricerca ha così risolto un mistero geologico di lunga data: perché tante isole contengono materiali che sembrano continentali nonostante si trovino nel bel mezzo dell'oceano. "Sappiamo da decenni che alcune parti del mantello sotto gli oceani sembrano stranamente contaminate, come se pezzi di antichi continenti fossero finiti lì dentro in qualche modo", dice Thomas Gernon di Southampton e Gfz Helmholtz, che ha guidato i ricercatori. "Ma finora non siamo stati in grado di spiegare adeguatamente come tutto quel materiale continentale sia arrivato fin lì". Gli autori dello studio propongono una nuova soluzione all'enigma: i continenti non si separano solo in superficie, ma si staccano anche dal basso, e su distanze molto maggiori di quanto si pensasse. Ricerche precedenti hanno infatti dimostrato che, quando i continenti si separano, viene innescata un'onda di instabilità che si propaga lungo la base, a profondità comprese tra 150 e 200 chilometri. Questo processo si svolge a un ritmo incredibilmente lento, appena un milionesimo della velocità di una lumaca. I frammenti vengono poi trascinati lateralmente per chilometri nel mantello, dove alimentano eruzioni vulcaniche nell'oceano. Lo stesso meccanismo sembra essere alla base anche delle cosiddette eruzioni di diamanti, che trasportano queste pietre preziose in superficie.
J.V.Jacinto--PC