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Il Nobel László Krasznahorkai, 'con Béla Tarr perdo un compagno di magia visuale'
"Chi sarà il prossimo ribelle? Che ne sarà di noi? Torna indietro"
Dopo la scomparsa del regista ungherese Béla Tarr, tra i più importanti interpreti del cinema d'autore europeo, mancato nei giorni scorsi all'età di 70 anni, arriva il saluto di László Krasznahorkai, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025, con una dichiarazione rilasciata ai suoi editori, in Italia a Bompiani. "La morte di Béla Tarr - sottolinea Krasznahorkai - è un'enorme perdita per tutti noi, per me è una perdita personale. Ho perduto un carissimo amico, un compagno di magia visuale del dark cinema sul grande schermo, e in generale: ho perso un dark cinema dove non ci sarà mai più tanta luce come quella che creava Béla. Il cinema rimane vuoto, per me e per noi". "È in arrivo un nuovo mondo, spirano venti nuovi. La vita salderà i conti con noi uno a uno. Béla Tarr - afferma ancora - è stato uno dei più grandi artisti del nostro tempo. Sfrenato, brutale, invincibile. Però ora è stato frenato, vinto brutalmente dal destino che gli è toccato. Quando l'arte perde un creatore così radicale, per un po' sembra che tutto debba essere tremendamente noioso. Chi sarà il prossimo ribelle? Chi si farà avanti? Chi farà tutto a pezzi? Signori. Non si farà avanti nessuno. Che ne sarà di noi? Béla, torna indietro". László Krasznahorkai e Béla Tarr hanno a lungo collaborato. Il secondo era noto soprattutto per avere diretto Satantango, ispirato a uno dei romanzi più noti dello scrittore ungherese di recente premiato a Stoccolma. Nel 2000 la coppia si era riformata per la produzione di Le armonie di Werckmeister, tratto da uno dei romanzi più famosi di Krasznahorkai, Melancolia della resistenza. In seguito collaborarono anche per le sceneggiature dell'Uomo di Londra (2007) e del Cavallo di Torino (2011), ultimo film del regista.
L.Henrique--PC