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>ANSA-FOCUS/ 'Il cinema è donna', Bologna celebra l'arte di Agnes Varda
Al Modernissimo l'omaggio alla cineasta fra film, fotografia e pittura
(di Nicola Pirrone) Prima regista donna a ricevere l'Oscar alla carriera e prima donna a vincere i festival di Cannes, Venezia, Berlino e Locarno: Agnes Varda, una delle personalità più originali del cinema e dell'arte tra Novecento e Duemila è al centro degli oltre 1.200 metri quadrati di spazio della Galleria Modernissimo di Bologna che ospita la mostra "Viva Varda! Il cinema è donna", che si inaugura oggi e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027. L'esposizione celebra la figura di "una donna di una straordinaria forza e decisione ma anche di una grande gentilezza e ironia, che è venuta molte volte a Bologna per il restauro dei suoi film", ha detto Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna che ha prodotto la mostra assieme alla Cinémathèque française. Tra film, fotografie, installazioni, costumi e materiali d'archivio, la mostra mette in luce una produzione artistica poliedrica che attraversa pittura, fotografia e cinema, intrecciandosi con figure come Jacques Demy (compagno di Varda), Jean-Luc Godard, Jane Birkin, Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni e Madonna. "Un'artista artigiana amava definirsi", ha spiegato la figlia Rosalie Varda, direttrice artistica della mostra, "una donna che ha operato in un mondo gestito da uomini". Non a caso Agnes Varda è stata anche "una femminista prima ancora di nascere", ha aggiunto la vicesindaca di Bologna, Emily Clancy, alla presentazione. Nelle sei sezioni che la compongono, la mostra evidenzia il rapporto di Varda con le immagini (autoritratti, fotografia e pittura), la scrittura cinematografica e la costruzione di personaggi femminili complessi, e la dimensione sociale e nomade dei suoi film, spesso attenti ai cambiamenti politici e culturali del mondo. Una sezione speciale è dedicata al legame tra l'artista e l'Italia. La mostra di Bologna, inoltre, dialoga con l'esposizione "Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma", ospitata alla Villa Medici di Roma dal 25 febbraio al 25 maggio. Fotografa, regista e artista a tutto tondo, Varda ha realizzato oltre quaranta opere tra fiction e documentari. Precorritrice della Nouvelle Vague, ha costruito un'opera profondamente personale, segnata da sperimentazione formale, autobiografia e impegno femminista, "una cineasta che ha sempre utilizzato il cinema come metodo di espressione artistica di se stessa e del mondo che la circondava. Non è mai stata attratta dall'industria cinematografica", ha invece aggiunto Frédéric Bonnaud, direttore della Cinémathéque française. Durante l'apertura della mostra, il Cinema Modernissimo ospiterà una retrospettiva completa dei suoi film (a partire dagli iconici 'Cleo de 5 à 7' del 1962 a 'Senza tetto né legge' del 1985), mentre le Edizioni della Cineteca hanno pubblicato la traduzione italiana del volume Agnès Varda di Laure Adler.
A.Santos--PC