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Park Chan-wook, nessuna separazione tra politica e arte
Tra i giurati Demi Moore, Chloé Zhao e Stellan Skarsgård
(di Francesco Gallo) "Politica e arte non sono affatto separate né in conflitto. Anche la più brillante dichiarazione politica se non è espressa con sufficiente forza artistica, finisce per essere soltanto propaganda". Così a Cannes il presidente della giuria del concorso, il regista Park Chan-wook, introduce una conferenza stampa ricca di tanti temi. Insieme a lui una squadra così composta: l'attrice Demi Moore, la regista Chloé Zhao, lo sceneggiatore Paul Laverty, l'attrice Ruth Negga, l'attore Stellan Skarsgård, l'attore Isaach de Bankolé, la regista Laura Wandel e il regista Diego Céspedes. Una curiosità manca quest'anno il giurato francese. Il regista coreano ha poi sottolineato la principale mission dei festival: "Offrono un'opportunità a film poco conosciuti di arrivare al pubblico. La mia prima volta sulla Croisette - ha aggiunto - è stata nel 2004 quando i film coreani venivano presentati molto raramente mentre oggi la Corea non è più ai margini dell'industria cinematografica mondiale". Demi Moore crede invece che: "Combattere l'IA significa affrontare una battaglia che probabilmente perderemo. Per questo credo che sia più utile trovare modi per lavorare insieme a questa tecnologia". La regista Chloé Zhao cita invece Jung e crede nella necessità del mistero: "Abbiamo un bisogno profondo di qualcosa che il logos da solo non può offrire". Per Zhao poi, un festival come Cannes resta uno dei pochi luoghi dove il mistero può ancora sopravvivere: "I film possono essere mostrati anche quando non tutto è perfettamente spiegabile o razionale, perché esiste qualcosa di intangibile che ci unisce più delle lingue o delle ideologie". E ha poi concluso: "È quel mistero da cui tutti proveniamo e verso cui, un giorno, torneremo". Lo sceneggiatore Paul Laverty cita Shakespeare e parlando di "tempi davvero oscuri", evoca "la violenza sistematica, il genocidio a Gaza". E sul tema dell'intelligenza artificiale miliardari della Silicon Valley: "Non possiamo lasciare che miliardari della tecnologia, perlopiù libertari di destra, decidano come dobbiamo vivere". Politico anche l'intervento del regista cileno Diego Céspedes: "Spero che non siano soltanto i ricchi a poter fare cinema". La regista belga Laura Wandel spera in film capaci di "raccontare l'umanità contemporanea tanto nei suoi aspetti più belli quanto in quelli più oscuri". Infine Ruth Negga ha ricordato l'emozione del suo precedente passaggio a Cannes con Loving. Gli interventi di Stellan Skarsgård e Isaach de Bankolé sono del tutto disimpegnati. Alla domanda come hanno preso la convocazione in giuria il primo ha detto solo "finalmente!" mentre il secondo racconta con un certo imbarazzo: "In realtà dovevo andare con mia figlia a vedere il film su Michael Jackson, ma ho dovuto dirle: lo faremo un'altra volta oggi andiamo a Cannes!"
T.Batista--PC
