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Da Chanel Blazy torna agli anni Venti e Trenta
Vita bassissima, abiti fluidi, orli lunghi oltre il ginocchio
(di Patrizia Vacalebri) Il direttore creativo di Chanel, Matthieu Blazy, è tornato a rielaborare l'archivio della maison, rielaborandolo in chiave contemporanea. Al centro della nuova collezione per l'Autunno/Inverno 2026/27 ci sono infatti gli anni Venti e Trenta, ventennio in Coco Chanel ha rivoluzionato la moda femminile rendendolo comoda ed elegante. La nuova silhouette pensata da Blazy ha il punto vita basso, tipico degli anni Venti. Alcuni abiti e qualche gonna plissé vengono strette da cinture calate all'altezza dell'inguine. Le lunghezze degli orli sono un palmo sotto al ginocchio. Gli abiti da sera ricordano quelli delle flapper girl. Le lavorazioni dei tessuti, alternano texture lucide ad altre opache, creando un patchwork dall'aria vintage. I ricami di perle e cristalli disegnano fiori 3D e insetti, illuminati da applicazioni. Gabrielle Chanel ha elevato il funzionale ad alta moda, cambiandone il contesto. Ha dato inizio alla rivoluzione della realtà nell'abbigliamento femminile prendendo in prestito i capi del guardaroba maschile e da coloro che, come lei, avevano sempre lavorato. Così facendo, ha cambiato la moda per sempre. Allo stesso tempo, non ha mai dimenticato il fascino seducente e sfarzoso del fittizio, del momento trasformativo della moda. A sua volta, Matthieu Blazy, in qualità di direttore artistico delle attività moda, ha reso omaggio Gabrielle Chanel. La collezione attraversa il tempo, con una stratificazione di silhouette, a strati ma agili, sbottonate e spensierate, dagli anni Venti agli anni Trenta, dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta, fino ad arrivare di nuovo agli anni Venti, dove siamo oggi. Al centro di questi cambiamenti temporali c'è l'archetipo del tailleur Chanel che funge da tela centrale, pronto a riflettere chiunque lo indossi. Audacemente reinventato, abbraccia maglie a coste, tweed classici e tessuti intricati intrecciati con fibre artificiali, lurex e silicone, insieme a garze naturali. Dalla caratteristica "camicia da lavoro" in tweed bouclé al blouson maschile in tweed pressato, entrambi ormai parte integrante del nuovo linguaggio del tailleur. Attraverso la fluidità, la leggerezza e la disinvoltura del jersey di seta in stile anni Venti, intrecciato con il tweed. Fino alle nuove tecniche, introdotte in tailleur in maglia con perline che dimostrano eccezionale leggerezza e mobilità. Un crescente senso di iridescenza, combinato con la setosità, la sinuosità e la fluidità, si fa sempre più evidente man mano che il giorno si trasforma nel mondo notturno del volo. Sfilano cappotti e abiti dalle linee essenziali, tagliati, a cascata, essenziali o decorati. Gli accessori. Il dialogo tra reale e artificiale che percorre tutta la collezione culmina negli accessori. Come un iridescente dipinto impressionista, l'insieme opalescente si riflette in gioielli in smalto e resina dai colori saturi, così come in pezzi in madreperla autentica dai colori artificiali. Stivali effetto seconda pelle, con punta a cappuccio, enfatizzano un senso di irrealtà in pelli morbide e pastello. Mentre una miriade di borse spazia dal pratico al giocoso. Dall'ormai familiare ed essenziale borsa con patta in camoscio, che sta rapidamente diventando un classico nella sua incarnazione beige, con il suo "divan matelassé" ripreso direttamente dal divano di Gabrielle Chanel. All'ultima borsa con lucchetto "cinetico" e alla stravagante minaudière color melograno, con il suo smalto avvelenato.
A.P.Maia--PC
