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Soldini, 'dopo Assaggiatrici torno ai toni di Pane e tulipani'
Il regista premiato a Ischia, 'i giovani autori devono rischiare'
(di Francesco Gallo) "Dopo 'Le assaggiatrici' torno ai toni fiabeschi e un pochino surreali di 'Pane e tulipani' però con protagonista questa volta un personaggio maschile". Così Silvio Soldini all'ANSA fresco del premio alla carriera ricevuto all'Ischia Film Festival di Michelangelo Messina. E come mai questa scelta maschile dopo tanti personaggi femminili? "Appunto, dopo 'Le assaggiatrici' in cui ci sono sette protagoniste mi è parso giusto risarcire mettere un uomo, esattamente un dottore. Un film comunque che sarà ambientato in buona parte in un paesino abbandonato del centro Italia. È comunque - conclude - una commedia in cui la musica ha ruolo molto importante". Cosa ama del cinema italiano e cosa non le piace? "Mi piacciono i film che rischiano nel senso che provano a non ripercorrere vecchie strade o a raccontare cose diverse dal solito. Lo so che rischiare non è facile, però credo che siamo in un momento storico in cui bisogna farlo, perché la gente ormai per uscire di casa e andare al cinema deve avere un motivo forte". E ancora Silvio Soldini nato a Milano nel 1958 e autore del documentario 'Un altro domani' sulla violenza alle donne: "Tra i giovani registi il film che mi ha colpito di più è 'Gioia mia' di Margherita Spampinato, un'opera fatta veramente con pochissimi euro e tanta passione di raccontare questa piccola storia ambientata tra persone di generazioni lontane. Perché nel film ci sono solo i ragazzini e le persone anziane. È come se tutta la parte degli adulti normali non esista. Questo intendo per rischiare e provare a raccontare delle storie senza avere attori famosi". Qual è il complimento che le piace di più? "Due o tre volte portando in giro 'Le assaggiatrici' c'è stato chi mi detto uscendo dalla sala che gli sembrava di aver partecipato insieme alle protagoniste la loro avventura. Questo è un po' che volevo ottenere. Ma volevo anche cercare di far riflettere su quello che stiamo vivendo oggi, anche perché questo è un momento veramente particolare dove la violenza e la guerra stanno di nuovo emergendo quando ormai tutti speravamo fossero sopite". Di cosa ha paura oggi? "Mi fa paura il fatto che ormai sembri normale che una nazione attacchi un'altra e che accadono cose come quelle successe a Gaza. Non ero davvero pronto per questo, è come se all'improvviso il diritto internazionale non esistesse più". Tornando al premio alla carriera come l'ha vissuto? "Da un lato fa piacere che venga riconosciuto appunto una carriera, un percorso , dall'altro fa un effetto strano perché spero che quel cammino non sia già terminato. È comunque un momento della carriera che alla fine ti costringe a fare dei bilanci che ti sembra ancora presto di dover fare e che si abbia invece ancora l'occasione di portare avanti qualche altra opera cinematografica".
E.Borba--PC