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Chalamet e DiCaprio, gli Oscar snobbano i re dei 'meme'
Iran, brasiliani e nordici in panchina, solo un premio a Sentimental Value
(di Alessandra Baldini) Timothee Chalamet e Leonardo DiCaprio: i giurati degli Oscar hanno snobbato i re dei 'meme' di Hollywood. Sia il 30enne protagonista di Marty Supreme che la 51enne star di Una Battaglia Dopo l'Altra sono stati al centro delle prime battute del conduttore Conan O'Brien, ma hanno poi masticato riso amaro quando al banco di prova del miglior attore protagonista sono rimasti di nuovo a mani vuote. DiCaprio ci è abituato: premiato una sola volta per The Revenant dieci anni fa, ha collezionato dal 1994 sei occasioni mancate tra cui quelle per C'Era Una Volta a... Hollywood, The Aviator e The Wolf of Wall Street. Per Chalamet, vittima forse di una battuta infelice su opera e danza e ieri costretto ad applaudire l'etoile afro-americana Misty Copeland nel 'momento musicale' dedicato dall'Academy alla canzone originale di Sinners I Lied To You, ieri è stata la seconda volta a bocca asciutta dopo il nulla di fatto del biopic su Bob Dylan, A Complete Unknown. È stato un disastro per Marty Supreme: il film per cui Timothee si era speso in prima persona anche nella promozione ha chiuso a mani vuote la notte delle stelle dopo aver trionfato ai botteghini (179 milioni di dollari di incassi) e collezionato nove nomination. E anche se Sinners - I Peccatori ha parzialmente deluso (era partito con un record di 16 chance di vittoria), le statuette portate a casa sono state di calibro: miglior attore Michael B. Jordan, sceneggiatura originale Ryan Coogler, fotografia Autumn Durald Arkapaw (prima donna, di origini filippine e afromericane, in un settore tradizionalmente maschile), colonna sonora dello svedese Ludwig Goransson. Per un'edizione presentata come una Hollywood che si apre al mondo (erano in pista film espressi da 31 Paesi, ha notato il conduttore Conan O'Brien nel monologo di apertura) ha deluso anche Sentimental Value: il film norvegese di Joachim Trier in finale con nove candidature ha tagliato il nastro con una sola statuetta, quella per il miglior film internazionale. Con i raid in corso in Medio Oriente il cinema iraniano è rimasto in panchina: Un Semplice Incidente di Jafar Panahi e il documentario Scalfire la Roccia sono stati snobbati dai giurati così come il brasiliano L'Agente Segreto, in corsa, tra l'altro, per il miglior film e Wagner Moura come miglior attore. Nulla di fatto anche per Bugonia e Train Dreams, arrivati in finale con quattro candidature, mentre Hamnet (nove nomination) ha portato a casa solo l'Oscar per la miglior attrice all'irlandese Jessie Buckley, un rendimento basso rispetto all'elevato numero di chance di partenza.
P.Cavaco--PC
