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'Vita mia', l'amicizia tra un'anziana nobildonna e una contadina
AL Bif e poi in sala film di Edoardo Winspeare con Dominique Sanda
(di Francesco Gallo) Un racconto con protagoniste due donne che non potrebbero essere più diverse per ceto ed educazione, ma che in realtà raccontano la stessa storia, quella dell'Europa dal Salento alla TransIlvania. Questa la mission di Edoardo Winspeare in 'Vita mia', in sala da 9 aprile con Draka Distribution dopo essere passato al Torino Film Festival e al Bif&st 2026. Da una parte troviamo così Didi (Dominique Sanda), nobile transilvana pugliese ormai anziana e malata e, dall'altra, Vita (Celeste Casciaro, moglie del regista), donna di origine contadina che per un periodo si ritroverà a farle da badante. Dal loro incontro nascerà un'inaspettata amicizia capace, tra l'altro, di scacciare i fantasmi del complicato passato dell'anziana nobildonna tra violenze e Shoah. "L'idea di 'Vita mia' - dice Winspeare che nel film interpreta il figlio di Didi - mi è venuta osservando, negli ultimi anni, il rapporto che mia madre, malata di Parkinson, ha sviluppato con una signora salentina che si è presa cura di lei. È passata da un iniziale sentimento di frustrazione e rabbia per il suo stato di salute a uno di tenerezza quasi materna verso questa donna semplice, intelligente e davvero molto buona. La mia esperienza personale così mi ha spinto a scrivere una storia di fantasia che, tuttavia, presenta molti punti in comune con quella reale, soprattutto per quanto riguarda l'ambiente familiare, l'esperienza della malattia e il rapporto tra le due protagoniste". E aggiunge il regista, figlio del barone Riccardo Carlo Winspeare Guicciardi e della principessa Elisabeth del Liechtenstein, nato in Austria ma cresciuto in Salento, a Tricase, precisamente nella frazione di Depressa: "In questo film non c'è solo il racconto di un'esperienza umana, ma anche un pretesto per riflettere sull'Europa. La piccola storia di Didi e Vita diventa metafora della grande Storia d'Europa. Il Vecchio Continente, infatti, con tutta la sua cultura, la sua storia, le sue lingue e le sue società, oltre a fare da sfondo alla nostra storia, ne influenza lo stile, la forma e il pensiero, al punto da diventare il protagonista nascosto di questo film che ha, tra i suoi insegnamenti, il fatto di superare ogni pregiudizio: quello della duchessa che crede che romeni, bielorussi e ucraini siano dei barbari e anche quelli di Vita". "È un film nato in casa quando mio marito ha assistito alla malattia della madre e ha visto come con l'arrivo di questa donna la mamma era molto migliorata - dice Celeste Casciaro - . Mi sono ispirata proprio a lei per interpretare questo personaggio positivo, una donna tra l'altro con un vissuto molto difficile e che si era accorta che aiutando questa nobildonna curava anche le proprie ferite". "Amo viaggiare nel tempo. Questo film mi ha permesso di tornare nel passato con la memoria. La vita è così breve, bella e misteriosa e io voglio viverla fino in fondo. Voglio conoscere gli altri, far cadere le maschere, cercare la verità", aveva spiegato Dominique Sanda al Torino Film Festival. Nel cast del film, una produzione Stemal Entertainment e Saietta Film con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo e Gustavo Caputo, anche Karolina Porcari, Johanna Orsini, Francesca Ziggiotti, Dora Sztarenki, Josef Scholler, con la partecipazione di Stefan e Christian Liechtenstein.
S.Pimentel--PC
