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Alessio Boni, chi non vorrebbe un padre come 'Don Chisciotte'
Attore al Bifest, eroe degli ultimi ha conquistato l'eternità
(di Francesco Gallo) Un 'Don Chisciotte' minimalista tra pazzia e santità è quello proposto dal regista Fabio Segatori che passa in concorso alla 17/ma edizione del Bifest per poi approdare in sala dal 26 marzo con Baby Films. Spartano nei mezzi, il film esalta ancora più questa figura creata da Cervantes di idealista per eccellenza, di visionario di un mondo giusto che inevitabilmente lo deride, ma alla stesso tempo si interroga sulle sue folli imprese. "Chi non vorrebbe avere un padre così, un signore altolocato in pensione che si veste con un'armatura, cerca uno scudiero per poter entrare nel mondo, non per arricchirsi come fanno tutti o per avere più potere, ma per sistemarlo, rimetterlo in sesto e lasciarlo migliore ? - dice all'ANSA Alessio Boni che interpreta il cavaliere errante nel film- . Un uomo poi che non ha neanche figli, ma solo una governante. Se mi piace? Certo - dice l'attore con convinzione -, ma io non sono neanche un'unghia di Don Chisciotte". Girato tra straordinari paesaggi nell'Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole. La vicenda parte nel 1571 con Miguel de Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto in un ospedale di Messina. Qui lo scrittore, tra febbre e allucinazioni, assiste all'incendio della biblioteca di Don Alonso Chichano, uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che, privato dei suoi libri di avventura, decide di passare all'azione e farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza (Fiorenzo Mattu), sedotto dalla promessa di un castello da governare. Cosa è rimasto dello spirito di Don Chisciotte oggi? "Nulla, ma solo già dieci anni fa qualcosa ancora c'era. Penso a una donna come Ilaria Cucchi che ha avuto il coraggio di denunciare l'arma dei Carabinieri vincendo poi la causa e riscattando il fratello. Questo è solo un esempio. Le ingiustizie e i soprusi ci sono sempre stati, ma la cosa che mi dà fastidio dell'oggi è che se hai più soldi ti puoi permettere un avvocato bravo e vincere il processo. E in questo caso non è la legge a vincere, ma il potere. Don Chisciotte è diverso - sottolinea Boni da sempre impegnato nel sociale - non è certo un eroe con gli speroni dorati, il mantello e la spada luccicante che combatte il drago e salva le donzelle. Lui combatte per tutti, anche per gli ultimi, e alla fine è uno che ha vinto la più grande battaglia, quella dell'eternità. È davvero impressionante: questo personaggio é conosciuto in tutto il mondo". Quanto si identifica nei personaggi che interpreta? "Ho preso da tutti e rifarei tutti: Caravaggio, il Franco de 'La bestia nel cuore', Walter Chiari. Quest'ultimo, tra l'altro, mi ha dato tantissimo perché era un attore, una persona che lavorava nel mondo artistico e con lui ho fatto un viaggio davvero strepitoso". Qual è la cosa che le fa più paura oggi? "È sotto gli occhi di tutti. La violenza del potere che non rispetta più nessuna regola, neppure la Costituzione". Nel cast del film - prodotto da Baby Films con il sostegno di MIC, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission, e in collaborazione con Rai Cinema - anche Angela Molina nel ruolo della governante, Marcello Fonte, Galatea Ranzi, Carlo De Ruggeri, Gabriella Bagnasco e Martina Molinaro.
Nogueira--PC
