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Binoche e Coppola tra 4700 firmatari della lettera all'Ue per i fondi al cinema
Si chiede di garantire anche in futuro il sostegno del programma Media
Juliette Binoche, Francis Ford Coppola, Sandra Huller, Joachim Trier, Stellan Skarsgard, Vicky Krieps, Costa-Gavras, Ruben Ostlund, Rodrigo Sorogoyen, Rebecca Zlotowski, Yorgos Lanthimos, Ilker Çatak, Michel Hazanavicius, sono fra gli oltre 4700 firmatari della lettera aperta 'Il cinema ha bisogno dell'Europa, l'Europa ha bisogno del cinema'. Un appello nel quale si chiede all'Unione Europea di continuare a garantire la continuità nel sostegno al cinema avvenuto finora nell'ambito del programma europeo Media, che nei suoi 35 anni di esistenza ha finanziato migliaia di film. Un quadro che, secondo i firmatari, va tutelato anche nel nuovo mega-programma, in fase di definizione, denominato AgoraEu, che riunirà la spesa per la cultura, i media e la società civile. "La realizzazione di un film è un'arte collaborativa. Si trasforma in un'industria grazie alla creazione di posti di lavoro e all'innovazione tecnologica. Eppure, ogni film rimane un prototipo, impossibile da produrre in serie su una catena di montaggio" si spiega. L'Europa stessa, "come impresa collettiva, è stata immaginata attraverso le storie prima ancora di essere costruita; è il continente delle idee, non degli eserciti, secondo Stefan Zweig. Il cinema ha dato vita a questa Europa immaginata: La Dolce Vita, Il cielo sopra Berlino o Il favoloso mondo di Amélie hanno trasformato Roma, Berlino e Parigi in punti di riferimento culturali condivisi. Anatomia di una caduta, Sirat o The New Years, successi globali nati da talenti europei, continuano a costruire ponti al di là delle lingue e dei confini". In Europa, "la scelta politica per il cinema, che sia ceco, italiano, svedese, sloveno, portoghese o belga, è il programma Media. Così come l'idea stessa di Europa è un progetto unico, l'idea del programma Media" che "da oltre 35 anni, sostiene la creazione di storie europee, dallo sviluppo della sceneggiatura alla produzione da parte di società di produzione indipendenti, passando per la distribuzione nelle sale e online, i festival, la formazione e l'aggiornamento professionale". Il programma Media "è una goccia nell'oceano dei finanziamenti europei - si ricorda - rappresenta lo 0,2% del bilancio dell'Unione, mentre, a titolo di confronto, la sola politica agricola comune ne assorbe il 32%. Eppure, si è rivelato un successo europeo con un impatto inestimabile". L'Unione Europea "sta attualmente rivedendo le norme che consentono al cinema europeo di prosperare, di circolare e di farsi portavoce della nostra voce comune - si osserva -. Il futuro di Media è incluso nel nuovo programma Agora Eu. È giunto il momento di scrivere il prossimo capitolo della storia del cinema europeo, con un'ambizione ancora maggiore, commisurata alle sfide che ci attendono. Non dobbiamo dimenticare che il destino della democrazia e quello del cinema, entrambi nati in Europa, sono intimamente legati. Perché ogni volta che apre un cinema, la vita democratica si riafferma. Noi, professionisti e cittadini del cinema europeo - tutti amanti del cinema - chiediamo alla Commissione europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri di garantire il successo e l'integrità del vitale e prezioso programma Media e di rafforzarne le risorse. Non ci sono valori condivisi, non c'è democrazia, né soft power europeo - si conclude - senza la creazione artistica".
L.E.Campos--PC