Danny Boyle, 'in Ink racconto Murdoch il rivoluzionario, non il mostro'
Danny Boyle, 'in Ink racconto Murdoch il rivoluzionario, non il mostro'

Danny Boyle, 'in Ink racconto Murdoch il rivoluzionario, non il mostro'

Il fenomeno The Sun e il potere dei media, mentre si aspetta il docu di Gibney su Musk

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Murdoch, il 'Sun' e il potere dei media inaugurano questa edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia tutta incentrata sulla politica. Di scena 'Ink', diretto da Danny Boyle (Trainspotting) e interpretato da Jack O'Connell (Larry Lamb), Guy Pearce (Murdoch) e Claire Foy. Un film, in sala con Lucky Red, assolutamente da non perdere perché racconta una rivoluzione avvenuta nel 1969, ma che bisogna assolutamente conoscere per comprendere l'oggi. Adattamento dell'omonima opera teatrale di James Graham, descrive infatti l'acquisizione del quotidiano britannico 'The Sun' da parte di Rupert Murdoch e la trasformazione del giornale in un fenomeno editoriale destinato a cambiare il panorama mediatico del Regno Unito grazie all'uso massiccio del populismo. E così nel giornale entrano per la prima volta lo sport, la televisione (fino ad allora esclusa perché ritenuta concorrenza), qualche ragazza poco vestita e tutto questo nel segno della convinzione che per fare grandi numeri bisogna dare alla gente ciò che vuole. E senza troppa etica di mezzo. Insomma la puntuale ricostruzione dell'acquisto del quotidiano The Sun da parte dell'editore Murdoch che ne affidò la direzione allo spregiudicato Larry Lamb, sino a farne il più venduto tabloid scandalistico inglese, a spese del rivale The Mirror. "Non volevamo rappresentare Murdoch come un mostro come molti oggi fanno. A suo tempo rappresentava un alito nuovo in un sistema, quello della società britannica, molto rigido. Affrontava grandi pregiudizi su di lui, ad esempio, le origini australiane" spiega in conferenza stampa al Lido Danny Boyle. E aggiunge: "Non gli piaceva certo l'establishment britannico, una cosa che condivido con lui. Quindi, paradossalmente, ci sono momenti in cui ci rispecchiamo. La sua ribellione cambiò un ordine prestabilito, una sorta di monolite in cui c'era solo il Daily Mirror che dettava legge con un sistema molto paternalista. Murdoch offriva una certa libertà, una nuova voce: era come uno scivolo su cui si sale e poi tutto diventa molto divertente. Eravamo tutti complici di questo viaggio all'inizio". Mentre anche il Leone d'Oro alla Carriera George Clooney si dice preoccupato per lo stato del giornalismo, dal momento che "i più ricchi del mondo attualmente sono proprietari del Washington Post, di Twitter e della maggior parte delle fonti delle nostre informazioni", la Mostra di Venezia si prepara ad accogliere fuori concorso il monumentale documentario Musk, della durata di quasi quattro ore: un vecchio progetto scritto e diretto dal premio Oscar Alex Gibney, nato nel 2023, sulla storia dell'imprenditore multimiliardario ed ex consigliere di Trump che non ha mai deliberatamente collaborato al biopic.

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C.Amaral--PC