Microbiologia del futuro, dall'AI diagnosi più rapide e modelli per nuove pandemie

Microbiologia del futuro, dall'AI diagnosi più rapide e modelli per nuove pandemie

Clerici (Amcli), 'con pandemia svolta democratica nella gestione dati infezioni'

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Dall'uso dell'intelligenza artificiale per analizzare virus e batteri, migliorare le diagnosi e orientare le terapie, fino allo sviluppo di modelli per affrontare future pandemie: è lo scenario della microbiologia del futuro, sempre più basato su dati e tecnologie ma con il microbiologo al centro nell'interpretazione di informazioni complesse. Se ne è parlato al 53° Congresso nazionale dell'Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), nel corso di una sessione dedicata ai modelli innovativi di diagnosi e sorveglianza microbiologica. Secondo gli esperti, l'intelligenza artificiale trova applicazione in tutte le fasi del percorso diagnostico: dalla fase pre-analitica, con il supporto alla valutazione della qualità e all'appropriatezza degli esami, a quella analitica, con l'uso di algoritmi per l'analisi di immagini microscopiche e colture, fino alla fase post-analitica, con modelli predittivi in grado di integrare dati clinici e microbiologici per supportare decisioni terapeutiche personalizzate. Tra gli approcci emergenti anche la culturomica e la proteomica, che consentono di identificare microrganismi e analizzare il profilo proteico con tecniche avanzate, ampliando le possibilità diagnostiche. Un elemento chiave emerso durante i lavori è la rete dei centri di microbiologia italiani, rafforzata durante l'emergenza Covid-19 e considerata oggi un presidio fondamentale per la sicurezza sanitaria, anche alla luce di recenti episodi come l'identificazione di un caso di influenza aviaria H9n2. "Assistiamo a una democratizzazione nella condivisione dei dati detenuti dai singoli centri di microbiologia clinica, dalla quale dobbiamo partire per sviluppare l'applicazione di modelli avanzati di intelligenza artificiale nella diagnosi infettivologica", ha spiegato il Presidente Pierangelo Clerici. Nonostante le potenzialità, restano aperte alcune sfide, tra cui la qualità dei dati, la validazione dei modelli, la tutela della privacy e le implicazioni etiche. Centrale resta il ruolo del microbiologo clinico nell'interpretazione dei dati e nell'integrazione delle nuove tecnologie nella pratica. Secondo gli esperti, l'evoluzione della diagnostica microbiologica sarà sempre più complessa, soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione, possibile grazie al continuo aggiornamento in una visione unificata del paziente. Crescerà inoltre la diagnostica molecolare con nuove tecnologie avanzate di sequenziamento supportate dall'AI. "Tutto questo necessita di un continuo, ma stimolante, processo di apprendimento da parte di noi Microbiologi Clinici, con una conseguente necessità di evolvere i modelli organizzativi per sfruttare al meglio le nuove tecnologie e promuoverne l'integrazione" ha concluso Clerici.

L.Torres--PC