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Stelle cadenti anche su Venere, grazie a una coppia di asteroidi
Hanno le orbite più rapide mai osservate nel Sistema Solare
Anche il cielo di Venere è attraversato dalle stelle cadenti, in paticolare da uno sciame di meteore simile alle Geminidi che in dicembre si possono ammirare dalla Terra, generate dalle polveri dell'asteroide 3200 Phaethon. Nel caso di Venere l'origine delle meteore potrebbe essere la coppia di asteroidi identificati con le sigle 2021 PH27 e 2025 GN1. Questi due oggetti hanno le orbite più rapide mai osservate nel Sistema Solare, impiegando poco meno di quattro mesi per girare intorno al Sole. Lo suggerisce lo studio internazionale guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna e pubblicato sulla rivista Icarus, al quale ha partecipato anche il Centro europeo per l'osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale Europea (Esrin) situato a Frascati. Gli asteroidi 2021 PH27 e 2025 GN1 viaggiano all'interno dell'orbita terrestre senza mai incrociarsi. Seguono traiettorie quasi identiche e presentano una composizione molto simile, cosa che suggerisce l'esistenza di un progenitore comune poi frammentatosi. "Considerando che le orbite passano molto vicino a Venere - dice Albino Carbognani, primo autore dello studio - è naturale chiedersi se frammenti molto piccoli, dell'ordine di un millimetro, generati dalla frammentazione del corpo originale, possano ancora trovarsi in orbita attorno al Sole. Le nostre simulazioni confermano che è effettivamente possibile". Secondo le simulazioni fatte dai ricercatori, l'asteroide progenitore si sarebbe disgregato tra 17mila e 21mila anni fa, a causa dell'intenso calore ricevuto nei suoi passaggi vicino al Sole. La rottura, oltre ai due corpi principali, avrebbe disperso anche numerosi piccoli frammenti, che costituirebbero le stelle cadenti venusiane. Gli autori dello studio stimano che lo spettacolo potrebbe ripresentarsi intorno al 5 luglio prossimo, ma dalla Terra sarebbero visibili solo le meteore più brillanti, dotate di luminosità paragonabile a quella della Luna piena.
L.Mesquita--PC