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La musica come ''arma di costruzione di massa' del violoncellista Luca Franzetti
L'artista vicino ai bambini palestinesi alla presentazione del Premio Ezio Bosso
Il violoncellista Luca Franzetti, negli ultimi anni vicino ai bambini palestinesi con il suo programma di educazione che considera gli strumenti musicali come ''Armi di costruzione di massa', sarà tra gli ospiti della presentazione della seconda edizione premio Ezio Bosso, il 7 maggio nella casa dell'Orchestra Sinfonica di Milano, in largo Mahler. Il musicista di Parma, 57 anni, amico di lunga data di Ezio Bosso, da tempo porta la sua musica nel mondo anche come forma di impegno sociale in aree problematiche come il Venezuela e, appunto, la Palestina. Lo scorso agosto a Betlemme ha fondato un'Accademia di musica antica in un progetto triennale per combattere gli orrori della guerra attraverso la diffusione della cultura e dell'educazione. ''Ho visto cose allucinanti, e allo stesso tempo emozionanti - racconta Franzetti - una povertà estrema, una profonda difficoltà non solo a programmare una vita ma anche ad arrivare a fine giornata. Ripenso all'emozione indescrivibile nel suonare il contrabbasso davanti alla Porta di Damasco con i bambini palestinesi. Quel concerto per loro era fondamentale: in Palestina i bambini suonano per dimostrare di esistere perché c'è chi vuol negare loro l'esistenza''. Bambini meravigliosi, sottolinea, ''che vengono considerati 'piccoli terroristi' e, per questo, perquisiti ogni giorno. Ricordo a memoria tutti i loro nomi e soprattutto i loro occhi, indescrivibili, e i loro sorrisi di fronte all'idea che staranno per suonare una Sinfonia insieme''. Sono bambini cge non conoscono la differenza tra Mahler e Pergolesi, osserva, ma pensano solamente a fare musica, ''la divorano come delle locuste. Studiano in scuole fatiscenti, con violoncelli cinesi che, però, custodiscono come fossero oro: sanno che l'alternativa, per loro, è diversa. Quando vedi i sorrisi di quei bambini che dormono nel letto con il loro strumento e molti, addirittura, lo dividono due ore a testa, ti rendi conto che la musica ha insegnato loro a cercare dentro di sé quello di cui hanno bisogno e non al di fuori, come oggi tendiamo a fare''. La conclusione è che ''laddove si cerca di mettere muri tra i popoli, la musica fa capire che tutti reagiamo con commozione, gioia, tristezza agli stessi suoni. La musica, quindi, ha l'effetto delle 'Mura di Jerico'. La metafora dell'orchestra come società ideale insegna ai bambini i principi di 'armonia' e quindi il bisogno e la necessità di pacifica convivenza tra i popoli; l'istinto del bambino che ha studiato musica sarà quello di cercare ciò che unisce al posto di ciò che divide''. Il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso, creato nel 2025 dall' Associazione Ezio Bosso col supporto di Regione Puglia e Puglia Culture, avrà anche quest' anno la partnership della Rai per la premiazione a fine anno che sarà trasmessa in prima serata in tv e in radio. Al concorso possono partecipare i programmi di educazione musicale di scuole, istituti ed enti di tutta Italia. Contestualmente si apriranno le adesioni all'Associazione Ezio Bosso per il 2026, con sorprese tra i bonus per gli associati come alcune partiture vergate a mano da Ezio per l'esecuzione della Sinfonia N.6 "Patetica" di Ciaikovskij, centro musicale del secondo programma Rai3 "Che Storia è la Musica". Alla presentazione, parteciperanno Tommaso Bosso, nipote del musicista e Presidente dell' Associazione Ezio Bosso; Ambra Redaelli, Presidente di Orchestra Sinfonica di Milano e Paolo Petrocelli, Sovrintendente di Dubai Opera ed esponente del Comitato Scientifico del Premio.
R.J.Fidalgo--PC